La Mrc Sport al Rally Città di Bassano


Tra i ben 125 partenti alla 35esima edizione del Rally “Città di Bassano” anche due equipaggi della MRC Sport.  La manifestazione, all'interno della quale si correva anche il 13esimo Rally Storico, era valida per la Coppa Italia Rally Zona 2, la Mitropa Rally Cup, il Campionato Regionale Coefficiente 1,5, il Trofeo Rally Clio R3 di Zona, il Trofeo Twingo R2 di Zona, il Trofeo Twingo R1 di Zona e il Trofeo Rally di Zona Autostoriche. Oltre allo Shakedown di venerdì 28, 4 prove speciali (tutte da ripetere due volte) il giorno successivo, alcune delle quali già entrate di diritto nella storia della gara e del rallysmo italiano: Valstagna (km 12, 450), Marcesina (km 14,420), Laverda (km 10,150), Monte Corno (km 13,170) per un totale di 89,380 km di prove cronometrate. Mirko Sellaro, con Andrea Budoia sul sedile di destra, correva su una Renault Clio Super 1600, classificandosi 45esimo assoluto e secondo di gruppo e di classe. “Il week end è iniziato malissimo – ha raccontato – nello shak down di venerdì è scoppiato il motore. A quel punto i ragazzi della PR2 di Marostica, in particolare Patrick e Paolo hanno compiuto un autentico miracolo. Hanno caricato l'auto, l'hanno portata in officina, aprendo e sistemando il motore in appena tre ore”. “Il sabato – continua – l'auto è arrivata al via della prima speciale appena cinque minuti prima del via!” “Dopo una simile impresa – conclude Sellaro – non potevamo che impegnarci per fare una bella prestazione e così è stato. Erano due anni che non correvo e ho dovuto imparare a conoscere la vettura durante le prove. Pur senza strafare, abbiamo portato a termine la gara con un secondo posto di gruppo e di classe. Più di così non era lecito sperare”. Sfortunata Jessica Melchior, che con Michela Silotto alle note costituiva l'unico equipaggio interamente rosa della manifestazione. Le due portacolori della MRC Sport correvano su una Peugeot 106 di gruppo Prod S2, ma hanno dovuto ritirarsi per la rottura di un semiasse durante la penultima prova. “Piesse molto belle e super impegnative – è la sua chiosa -  è stata davvero una faticaccia. Ci siamo girate durante la Marcesina ed anche dopo abbiamo rischiato seriamente. Contavamo comunque di arrivare in fondo, ma purtroppo nell'uscita da un tornante il semiasse ci ha tradito”.



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